NDS – piattaforma

NUOVA DEMOCRAZIA SINDACALE

La lista si propone per una aggregazione di forze che costringa i due principali attori della FNSI ad avviare un confronto che abbassi la conflittualità interna.

Ci sono problemi reali che non vengono affrontati per superficialità e per non aver ancora compreso che il contesto nel quale si svolge la nostra professione è radicalmente cambiato. Il sindacato continua a pensare alle grandi testate e liquida i colleghi e i relativi contratti delle realtà editoriali più piccole, quelle dove opera la maggior parte dei giornalisti.

Nuova Democrazia Sindacale propone una svolta nell’organizzazione del sindacato nel territorio. Per questo pensiamo di partire dalla lotta al precariato

PRIMO OBIETTIVO: RIDURRE IL PRECARIATO
Quella dei giornalisti è la categoria con il maggior numero di precari in rapporto agli occupati. Una situazione che è sfuggita a ogni controllo, aggravata dalla presenza di stagisti che provengono dalle scuole di giornalismo e dalle università.

Il precariato ha praticamente estinto gli articoli 12 trasformando tutti in collaboratori occasionali, magari con partite IVA. È necessario introdurre un tariffario minimo per le collaborazioni ed è necessario imporre che gli stagisti non facciano il lavoro dei giornalisti, come è previsto dalle leggi vigenti.

In questa situazione non c’è editore disposto a chiudere il contratto visto che hanno “manodopera” a basso prezzo praticamente infinita.

BASTA CON LE SCUOLE DI GIORNALISMO
CHE OFFRONO IL PRATICANTATO

Mentre centinaia di colleghi sono costretti ad una vita di stenti da precari in attesa del praticantato, quelli iscritti alle scuole trovano una scorciatoia creando una situazione insostenibile. Quello delle scuole non può essere considerato praticantato. Gli allievi pagano ed anche salato. Non sono assunti come praticanti. Non comprendiamo da quale contorsione della legge nasca la decisione di presentarli come praticanti. O l’ordine si inventa delle leggi.

Ogni anno un esercito di 800 stagisti invade le redazioni. I controlli sono deboli. Del resto la maggior parte imparano il giornalismo nelle redazioni e non nelle scuole. Curioso che la FNSI, più volte sollecitata non dica nulla. Questo piccolo esercito di disoccupati che viene lasciato nelle mani degli editori è una mina per l’occupazione.

NOI PRESENTEREMO RICORSO CONTRO LA PRESENTAZIONE AGLI ESAMI DI STATO DEGLI ALLIEVI DELLE SCUOLE CHE NON SONO STATI ASSUNTI DA UNA TESTATA.

Fra le storture delle scuole c’è anche quella che la convenzione prevede che siano senza fini di lucro. Oramai i corsi costano 12 mila euro l’anno. Una vera selezione per censo. Per affrontare questa situazione ci vuole

UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE DEL SINDACATO
Proprio da questo contratto è emersa l’inadeguatezza di una struttura che è basata sulle grandi testate: Corriere, Repubblica, RAI… Una forma organizzativa a maglie larghe dalla quale sfuggono la maggior parte delle testate.

Per questo il sindacato soprattutto in Lombardia deve darsi una struttura decentrata con fiduciari in ogni provincia. E anche il ruolo dei CDR cambia in questa struttura: non è possibile che siano abbandonati a se stessi, spesso senza una vera formazione e soprattutto senza collegamenti locali. La battaglia contro il precariato è impossibile senza i CDR.
Per riorganizzare il sindacato da sette anni abbiamo proposto una

VERTENZA REGIONALE
Un lavoro di cucitura della categoria sul territorio. Un modo per costruire il sindacato su base provinciale per consentire un intervento capillare. Il rischio è che anche il contratto diventi una pura formalità riservata a poche testate forti.

Vertenza vuole dire tenere un attenzione continua sulle modalità con cui si svolge la professione nella nostra regione. Non aspettare che siano i colleghi a rivolgersi al sindacato, ma mantenere costante la pressione e non lasciare che gli editori realizzino modalità di lavoro extracontrattuali.

Vuol dire aprire un tavolo permanente con gli editori per affrontare tutte le controversie che di volta in volta emergono. Un lavoro in divenire per rinserrare le fila e chiudere le maglie larghe in cui si sviluppano i rapporti di lavoro nella nostra professione.

CAMBIARE REGISTRO SULL’EMITTENZA LOCALE
L’introduzione del contratto a più velocità costituisce un pericoloso precedente anche per la carta stampata perché ha rotto il principio del contratto unico. Come avevamo denunciato fin dall’inizio, quel cedimento ha aperto un varco entro cui gli editori hanno avanzato le loro richieste: i 5 scatti di anzianità anziché i 15, il depotenziamento dello scatto iniziale. L’inquadramento unico interno e il dimezzamento della quattordicesima. Come richiesto anche dalla FIEG.
Non c’è stata neppure l’eliminazione del contratto FRT che oggi è diventato già più conveniente dell’AERANTI-CORALLO.

È necessario ricontrattare i presupposti su cui è nato il contratto con una maggiore solidarietà della categoria. È inutile che la RAI vada per conto proprio perchè forte della sua struttura interna. Il tavolo deve essere unico ed è giunto il momento di confrontarsi con le confederazioni sindacali CGIL, CISL UIL affinché recedano dal contratto FRT.

USCIRE DALLE PASTOIE DELLA VERTENZA CONTRATTUALE
Non giocare in difesa. L’attendismo della federazione non giova alla conclusione della vicenda contrattuale. Dimostra solo una subalternità al governo in attesa di chimeriche soluzioni che questa classe politica non ha neanche voglia di cercare (Vedi vicenda DDL intercettazioni). È necessario rilanciare al rialzo con una nuova piattaforma e trovare nuove forme di lotta.

Una piattaforma unica e un tavolo unico. Una categoria già limitata nei numeri non può frazionarsi ulteriormente. Al tavolo devono essere discussi anche i problemi dei Freelancer.  Quelli veri e quelli per necessità. Bisogna arrivare a una piattaforma che preveda tariffe minime basate sul tariffario previsto dall’ordine.
Trovare nuove forme di lotta. Incominciando a chiudere i rubinetti e non concedere più nulla agli editori (In redazione solo gli assunti. Controllo stretto sulle collaborazioni. Picchetti alle tipografie dove si stampano i giornali crumiri).

Qualunque richiesta degli editori deve essere subordinata alla firma del contratto.
È ora di cercare alleanze con gli altri sindacati, soprattutto con i poligrafici.
Gli editori si muovono con la stessa determinazione di Confindustria.
Non valgono più i gentlemen agreement. È solo duro scontro sindacale.
Se restiamo isolati rischiamo di venire emarginati.

DIFENDERE LA LIBERTÁ DI STAMPA
Di anno in anno assistiamo a proposte tese a limitare se non ad eliminare la libertà di stampa. È stato il caso della riforma delle norme sulla diffamazione, poi sventata. È il caso recente e non ancora risolto del DDL sulle intercettazioni. Per fortuna questa volta la risposta è arrivata in maniera compatta da tutta la categoria.
È bene ricordare che i giornalisti sono il primo baluardo contro il bavaglio alla libertà di stampa. Per questo è necessario essere in prima fila

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ELEZIONI 2007
DELEGATI AL CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA
LISTA “NUOVA DEMOCRAZIA SINDACALE”

CROSTI MICHELE     Radio Popolare
BLANDI PAOLA     Telenova
MOSCA LETIZIA     Radio Popolare
GALIMBERTI ALESSANDRO     La Provincia CO
BATTÈ PIERCARLO     La Provincia CO
COLOMBO FILIPPO     Radio Lombardia
DI PALMA LORENZO     Week.it
FERRARI ANGELO     Agenzia AGI
MORETTI PAOLO     Il Corrierino CO
SCIORTINO PAOLO     OMNI Milano

ELEZIONI 2007
RINNOVO DELLE CARICHE SOCIALI DELLA ASSOCIAZIONE LOMBARDA DEI GIORNALISTI
LISTA “NUOVA DEMOCRAZIA SINDACALE”

CROSTI MICHELE     Radio Popolare
BLANDI PAOLA    Telenova
MOSCA LETIZIA     Radio Popolare
GALIMBERTI ALESSANDRO     La Provincia CO
BATTÈ PIERCARLO     La Provincia CO
COLOMBO FILIPPO     Radio Lombardia
DI PALMA LORENZO     Week.it
FERRARI ANGELO     Agenzia AGI
MORETTI PAOLO     Il Corrierino CO
SCIORTINO PAOLO     OMNI Milano

COLLEGIO DEI SINDACI
RIVA CARLO

COLLEGIO DEI PROBIVIRI
VOTA RUGGERO

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